La tragedia di Andrea La Rosa sconvolge l’Ac Brugherio

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da corriere.it

Era arrivato nella società calcistica cittadina che milita nell’eccellenza un anno fa da Desio. Direttore tecnico della prima squadra nonché manager ed ex calciatore di serie c fotemente voluto dal presidente Salzano. La tragedia di Andrea La Rosa, 35 anni, barbaramente ucciso la notte del 14 novembre scorso da Antonietta Biancaniello, 58 anni, e il figlio Raffaele Rullo, 38 anni, per un debito di 38 mila euro, ha sconvolto la società brugherese. In pochi vogliono commentare dopo aver ricordato il loro dirigente domenica scorsa sui campi con un minuto di silenzio. Proprio dalla sede della società, in via Sauro, dove era stato appena presentato alla prima squadra il nuovo allenatore, Andrea era uscito quella sera. Ave a detto al suo amico e calciatopre Fumarolo di dover incontrare un amico, ma non aveva specificato il motivo. Rullo, a dire il vero, amico di Andrea lo era davvero e proprio per questo è riuscito a convincere Andrea a seguirlo a casa della mamma per poi finirlo, sgozzandolo, in cantina, nel quartiere Quarto oggiaro di milano. Un omicidio pianificato perché i soldi che avrebbe dovuto restituire all’ex calciatore lui, che commerciava in auto di grossa cilindrata, non li aveva. Dopo averlo ucciso, però, figlio e mamma hanno deciso di eliminare il cadavere. Lo hanno messo in un fusto da oli lubrificanti coprendolo di acido, nella speranza di distruggerlo, poi hanno richiuso ermeticamente la sommità. Nella loro cantina di via Cogne lo hanno tenuto qualche giorno. Poi hanno deciso di spostarlo, in un box a Seveso di un loro conoscente. I carabinieri di Milano a loro erano arrivati subito. Attraverso i tabulati telefonici e le testimonianze della fidanzata di Andrea, Estella Bellini, sapevano chi avrebbe incontrato. Ma i militari hanno agito quando sono stati certi che la coppia diabolica avrebbe spostato il cadavere. Li hanno fermati per un falso controllo a Desio e all’interno del fusto hanno scoperto il cadavere di Andrea La Roisa.  Entrambi devono rimanere in carcere perché per il Gip monzese potrebbero uccidere ancora. Nessuno dei due ha confessato e la donna si è chiusa nel silenzio. Il 20 dicembre è stata disposta l’autopsia del cadavere di Andrea e ppoi ci saranno i funerali a Milano nel quartiere dove il giovane viveva con la mamma.

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