Brugherio, polemica di fine mandato sulle telefonate del sindaco

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Il sindaco Marco Troiano telefona ai cittadini brugheresi per illustrare un nuovo servizio pubblico e scatta la polemica dell’opposizione. la campagna elettorale dunque in città inizia con le scintille. Questo il messaggio su facebook del primo cittadino che ha scatenato la polemica: «Oggi alle 18 riceverete una telefonata sul vostro numero fisso di casa.
Sarà un messaggio registrato con la mia voce, che vi presenterà il servizio Alert System, con il quale vi informeremo in tempo reale per emergenze, allerte meteo, calamità, variazioni della viabilità, chiusura delle scuole, sospensione dei servizi o per qualunque altro tipo di informazione utile. Se il vostro numero fisso non è presente sull’elenco telefonico, o se volete anche lasciare il vostro numero di cellulare per essere contattati, dovete iscrivervi su un modulo che trovate sul sito del Comune, qui: https://goo.gl/u84iyJ» È Roberto Assi di brugherio Popolare Europea a scrivere un comunicato di fuoco: “Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni” (art. 9 della Legge n. 28/2000). Potrei fermarmi qui, citando il dettato normativo, per evidenziare la gravità di quanto che sta accadendo in queste ore a Brugherio. Ma vado oltre, perché intendo denunciare alla Città sia la slealtà politica, sia l’indelicatezza del messaggio telefonico che il sindaco sta divulgando in tutte le case usando un canale di informazione istituzionale. Si tratta, appunto, di un gesto politicamente sleale, perché, dopo quasi cinque anni di politiche inconsistenti sul tema sicurezza, proprio oggi, con le elezioni alle porte e con la visita in Città del candidato presidente alla Regione Lombardia del Partito Democratico, il sindaco si premura di far giungere in tutte le case il suono della sua voce, invece che, magari, quella di un funzionario o – perché no – quella di uno strumento meccanico (in pratica sarebbe come se in stazione centrale a Milano sentissimo la voce di Beppe Sala dare gli annunci delle partenze dei treni). Ma, dicevo, è anche un gesto indelicato verso la Cittadinanza: l’invadenza della campagna elettorale personale del sindaco, il quale, usando – lo ripetiamo – strumenti istituzionali, cerca di entrare perfino nelle case della gente, denota arroganza e, ad un tempo, profonda incertezza».

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